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Luigi Regianini: vita, opere e mostre - Museo Regianini Surrealismo

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Luigi Regianini: vita, opere e mostre

1-MUSEO E PITTORE
Nato nel 1930 e scomparso nel 2013, Luigi Regianini attraversa il Novecento italiano elaborando una voce pittorica autonoma e visionaria. Dopo gli esordi figurativi, approda a un surrealismo personale, dove l’onirico si intreccia al paesaggio alpino e alla memoria collettiva.

Negli anni Sessanta e Settanta matura il proprio linguaggio: figure sospese, oggetti-simbolo, cromie nette attraversate da trasparenze. Il rapporto con la montagna e con Venezia, città amata e più volte espositiva, diventa matrice di spazi mentali.

Tra gli anni Ottanta e Duemila espone con continuità, perfezionando tecniche miste su tavola e tela. Il segno si fa più essenziale; l’immaginario, più nitido. La sua ricerca resta fedele alla libertà del sogno: ogni quadro è una soglia, un invito a varcare il visibile.

Di seguito puoi leggere la BIOGRAFIA completa

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Articolo apparso su "Il Cadore" (estate 2024)
LUIGI REGIANINI (1930-2013) - Insegnante, pittore, scultore e grafico, è nato a Milano, dove ha operato principalmente. Ha conseguito la maturità presso il Liceo Artistico di Brera. Si è diplomato in Scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, sotto la guida dei maestri Francesco Messina prima e Giacomo Manzù poi. Ha conseguito quattro abilitazioni all'insegnamento del Disegno e delle altre Discipline Pittoriche per ogni tipo e grado di scuola.
Pittore surrealista, fin dagli inizi, ha al suo attivo più di 250 esposizioni d'arte, tra personali e collettive,  in Italia e all'Estero, ottenendo numerosi riconoscimenti. Oltre che in Italia, le sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche in Svizzera, Canada, USA, Messico e Giappone e la sua attività è menzionata sui più importanti dizionari d'arte contemporanea e su molti libri scolastici. Ha fondato il movimento surrealista "Stige" di Milano; è stato ideatore e consigliere fondatore del centro culturale "Pentacolo" di Milano. Dal 1957, per 30 anni, ha fatto parte della "Famiglia Artistica Milanese", il più antico e prestigioso sodalizio ambrosiano ed è stato, per numerosi anni, membro del consiglio direttivo e, più tardi, Vicepresidente e responsabile della Commissione artistica.
Professore di ruolo, ha insegnato per 37 anni Educazione Artistica presso una scuola statale di Milano.
Per un ventennio è stato Direttore e Docente di un Corso festivo di pittura riservato ai lavoratori del Comune di Milano. Ha svolto alla "Famiglia Artistica Milanese", quale esperto di figura, delle lezioni periodiche al Corso libero di nudo.
Nel 1982 gli è stato conferito dal Sindaco di Milano l'Ambrogino per meriti artistici e nel 1989 gli è stata assegnata la medaglia d'argento dal Ministero della Pubblica istruzione, quale benemerito della scuola, della cultura e dell'arte.
Il 3 Giugno 2000 è stato insignito dal Presidente della Repubblica, dell'Onorificenza di Cavaliere dell'Ordine "Al Merito della Repubblica Italiana".
Ha tenuto diverse conferenze e corsi di storia dell'arte e ha collaborato con diverse riviste culturali.
Ha fatto parte, in qualità di Presidente, di numerose giurie di arti visive.
Dal 1990, per un decennio, si è dedicato alla politica e al sociale; per alcuni anni è stato Consigliere Comunale a Milano (Palazzo Marino) e ha fatto parte della Commissione "Cultura, Educazione, e Spettacolo".
L'artista vanta origini venete da parte della madre. Ha trascorso diversi periodi della sua vita nel Cadore, dove, a Costalissoio di S. Stefano di Cadore, l'Amministrazione Regoliera e quella Municipale gli hanno dedicato un Museo, il "Museo Regianini Surrealismo".
A Costalta di Cadore aveva lo studio e l'abitazione. Numerose sue opere sono dislocate in varie località del bellunese, tra cui Cortina (Museo Mario Rimoldi), Pieve di Cadore (Palazzo della Magnifica Comunità), Belluno (Centro di Col Cumano), Feltre (Galleria D'arte Moderna Carlo Rizzarda), in altri musei, in chiese, nelle sedi municipali di vari Comuni e in collezioni private.
Venezia è sempre stata oggetto di numerose sue opere. Il legame e l'amore sempre sentito per il capoluogo veneto l’ha spinto ad affrescare una parete del studio milanese con una splendida veduta della città lagunare. I rapporti del pittore con la città sono delineati nel libretto, 32 pp., edito nel 2021, "Regianini, il Surrealista delle Dolomiti, e Venezia".
Nel 2016, a Venezia, il Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Regionale del Veneto, ha ospitato la grande Mostra del Maestro "Il sonno della laguna genera mostri".
Dopo la mostra, due dipinti sono stati donati dai famigliari dell’artista: “Il prigioniero”,  nel 2016, al Consiglio Regionale del Veneto,  e “Il vecchio violino”, nel 2021, al Conservatorio di Venezia.

Nell’estate 2022 (dal 2 luglio al 30 settembre) sono stati esposti 24 quadri di Regianini nel Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore, in una mostra dal titolo “Occhiali e Surrealismo: attrazione – Per vedere il surreale e il reale”. Sono state scelte, per l’occasione, opere nelle quali si può individuare una certa attinenza con l’ambiente nel quale erano collocate. In esse la “presenza dell’occhio” (di persone, ma anche di animali o cose) è un elemento costante, quasi a significare, sembra voler dire Regianini, che chi guarda e osserva con attenzione i suoi dipinti… può vedere “oltre il reale” e scoprire tante verità.

L'artista vanta origini veneto-cadorine-comeliane (costaltesi) da parte della madre.
A Costalissoio di Santo Stefano di Cadore, la Regola, nel 2004, gli ha dedicato un Museo, il Museo Regianini Surrealismo.

Poetica e tecnica
Regianini rielabora il surrealismo con una grammatica limpida: campiture pure, apparizioni emblematiche, prospettive lievemente sghembe che aprono varchi al subconscio. L’influenza di Magritte e Delvaux convive con un senso spaziale tutto dolomitico.

Tecniche: olio su tela e tavola, velature sottili. La luce è costruttiva: scheggia le forme, non le dissolve.

Chi guarda è chiamato a completare il racconto: il quadro come esercizio di immaginazione consapevole.


“Regianini affida al sogno la logica del reale.” – Critico veneziano,  2016

“Spazi essenziali, simboli nitidi: è una pittura che ascolta.” – Curatrice indipendente, 2022

“Davanti ai suoi quadri ci si ferma in silenzio: poi il silenzio parla.” – Visitatrice, 2023
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Di seguito pubblichiamo (prima solo testo, poi .PDF scaricabile)
un articolo,  apparso nell' INSERTO SPECIALE
allegato al "Il Cadore" (luglio 2024) e dedicato alla Rete Museale del Cadore..

In modo sintetico si presenta
l'arte del Pittore Luigi Regianini (1930-2013) e il Museo Regianini Surrealismo


 


Surrealismo… ad alta quota
Il Museo Regianini di Costalissoio: una presenza originale nel panorama artistico del bellunese, un centro culturale da visitare in Comelico
A 1249 m di altitudine, nel lembo settentrionale del Cadore di carducciana memoria, ai confini con l’Austria, troviamo un Museo “particolare”, che nacque da un’idea del giornalista Guido Buzzo e dalla collaborazione con la Regola di Costalissoio, la quale mise a disposizione i locali, nell’edificio di sua proprietà, in via Costalta, 6. Fu inaugurato la vigilia di Ferragosto 2004. La sua importanza ed unicità poggia sul fatto che, a differenza di altri musei sul territorio, non è una raccolta di cimeli del passato, ma un contenitore che, sotto la voce “surrealismo”, raggruppa messaggi importanti riguardanti le varie problematiche dell’uomo contemporaneo, il suo mondo interiore ed i vari aspetti della realtà che lo circonda.
Surrealismo”, una parola che evoca un mondo fantastico, una corrente artistica, nata ufficialmente 100 anni fa, a cui aderì Luigi Regianini (1930-2013), con convinzione.
Ricordiamo che si celebrano, quest’anno, due anniversari per noi importanti: i cento anni dal Primo Manifesto del Surrealismo (pubblicato nel 1924, da André Breton, a Parigi) e i vent’anni del Museo Regianini Surrealismo (2004-2024). Sono state programmate, per i mesi estivi, diverse iniziative per ricordare la doppia ricorrenza e, in primis, la pubblicazione del libro “100 anni di Surrealismo: dal Manifesto di Breton a Parigi... al Museo Regianini a Costalissoio”,  edizione speciale anniversario. Il volume (pp. 88) si può reperire in formato cartaceo nel Museo e, in formato digitale, si può scaricare nei siti del Museo e di Costalissoio, come le altre 9 pubblicazioni edite dalle Pubbliche Relazioni del centro museale dal 2020 al 2023.
Il Pittore Luigi Regianini, milanese, vanta origini cadorine, per via della madre, nata a Costalta, dove egli aveva lo studio e dove trascorreva, spesso, le vacanze estive. E’ chiamato “il surrealista delle Dolomiti”,  perché nei suoi quadri fanno spesso da sfondo  le vette dolomitiche, su cui sono istoriate le figure degli antenati,
Numerose sue opere sono dislocate in varie località del bellunese, tra cui Cortina (Museo Mario Rimoldi), Pieve di Cadore (Palazzo della Magnifica Comunità), Belluno (Centro di Col Cumano), Feltre (Galleria D'arte Moderna Carlo Rizzarda), in altri musei, in chiese, nelle sedi municipali di vari Comuni e in collezioni private. Ha al suo attivo oltre 250 esposizioni, tra cui l’ultima, nel 2022, a Pieve di Cadore, nel Museo dell’Occhiale, dal titolo “Occhiali e Surrealismo: attrazione - Per vedere il surreale e il reale”.
E’ considerato uno dei più validi esponenti italiani del movimento surrealista. Nessun limite pone alla sua immaginazione e alla sua fantasia, come mezzi per “togliere il velo” che copre la realtà, che egli vuole mostrarci, portando i suoi simili a riflettere. Pensa, infatti, che l’arte, oltre che come fruizione godibile nell’immediato, sia anche carica di scopi didascalici e costituisca un veicolo validissimo per comunicare messaggi. Aderì al Surrealismo, fin da giovane, condividendone le idee basilari, quali la predilezione per il mondo della fantasia, immagini oniriche strane, che ritraggono ambienti e paesaggi misteriosi, presentazione dei contenuti con precisione quasi fotografica e spesso miniaturistica,  distorsione della realtà con  associazioni casuali, ma simboliche, creature inquietanti e forme fantastiche.
Caratteristiche, queste, che ritroviamo nelle opere del Pittore. Il Surrealismo è la sua filosofia pittorica ed egli considera sua mission quella di “mostrare l’assurdo della realtà”. Viene colpito da grande stupore nel vedere accettato tutto questo dagli uomini, come la cosa più normale del mondo.
Scrive il Pittore: “La tecnica e lo stile hanno subito, negli anni, evoluzioni, mentre è rimasto immutato il carattere contenutistico della mia arte, che si può sintetizzare in una sola frase: l’assurdo della realtà”.
Il Surrealismo di Regianini, che possiamo ammirare nel Museo di Costalissoio, è , possiamo dire,“variegato”, passando da dipinti più “dolci” a quadri “horror”.
Nel Museo, infatti,  sono collocati una quarantina di quadri del Maestro, disposti in tre sale, intitolate “Local Art”, “Harmony Art” e “Horror Art”.
Il Pittore scrive: ”Nel primo spazio del Museo sono esposte le opere che hanno come tema la storia del paese, con le streghe buone e cattive, i boschi, un memorabile incendio, la figura di Andrea Zanzotto, il noto cappellano militare don Arnoldo, che ha voluto essere sepolto nel cimitero del paese, nonchè il ritratto del Papa Giovanni Paolo II mentre sosta in un bosco di Costalissoio.
Nel secondo settore, ecco un surrealismo più dolce, con immagini di fiori e interpretazioni della città di Venezia.  
Infine, la terza sala ospita le espressioni del mio vero stile, che insiste nell'indagine sull'esistenza: il tema della morte e anche quello dell'orrido sono prevalenti”.
All’inizio dell’estate, ogni anno,  nel Museo vengono esposte nuove opere, che costituiscono una “Mostra nella Mostra”. Essa vede, nel 2024, l’approfondimento di una tematica cara al Pittore, quella floreale, con l’esposizione di una serie di 12 dipinti che,  per la prima volta, sono mostrati al pubblico in un modo del tutto particolare: riprodotti su tela. Alla Mostra è stato collegato il Concorso fotografico “Fiori di montagna, grande bellezza”.
Momenti clou dell’estate nel Museo sono, soprattutto, la Sagra di Costalissoio, in giugno, la Giornata del Museo, in agosto, e la Giornata del Creato, in settembre, manifestazioni che, insieme ad altre, vengono annunciate nel “Manifesto”, all’inizio della stagione estiva.
Il Museo Regianini collabora con i Musei della zona e con le realtà locali, come la Regola e il Gruppo Costalissoio, per realizzare attività condivise.  
Nei siti web, aggiornati, del Museo e di Costalissoio, sono indicate le fonti cartacee e digitali, utili per reperire info sul centro museale surrealista e sul Pittore.
 (Pino Bertorelli - Pubbliche Relazioni Museo Regianini) - Estate 2024 -
 



      by Pino B.
Museo Regianini - Costalissoio (BL) - Per INFO e PRENOTAZIONI VISITE Tel. 3939864624
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