Storia del Museo e Regola di Costalissoio
Il Museo Regianini nasce come progetto civico e culturale negli anni Duemila, raccogliendo l'eredità artistica di Luigi Regianini (1930–2013). L'intuizione iniziale era semplice: creare un luogo nelle Dolomiti dove il Surrealismo potesse dialogare con la memoria del territorio.I primi nuclei della collezione si formarono grazie a donazioni della famiglia e di amici del Maestro, cui seguirono allestimenti sperimentali in spazi temporanei del paese. Nel 2004 l'idea prese forma stabile con l'apertura degli ambienti che oggi ospitano i tre percorsi tematici: Local Art, Harmony Art, Horror Art. L'ideatore del Museo, il giornalista Guido Buzzo, prese accordi con la Regola che mise a disposizione i locali dell'ex Ufficio Postale, di sua proprietà, in via Costalta, 6, a Costalissoio.
Fin da subito, il Museo si è definito come laboratorio di comunità, con estati ricche di eventi e una forte attenzione alla mediazione culturale.
A 1249 m di altitudine, nel lembo settentrionale del Cadore di carducciana memoria, ai confini con l’Austria, troviamo un Museo “particolare”, che nacque da un’idea del giornalista Guido Buzzo e dalla collaborazione con la Regola di Costalissoio, la quale mise a disposizione i locali, nell’edificio di sua proprietà, in via Costalta, 6. Fu inaugurato la vigilia di Ferragosto 2004. La sua importanza ed unicità poggia sul fatto che, a differenza di altri musei sul territorio, non è una raccolta di cimeli del passato, ma un contenitore che, sotto la voce “surrealismo”, raggruppa messaggi importanti riguardanti le varie problematiche dell’uomo contemporaneo, il suo mondo interiore ed i vari aspetti della realtà in cui vive.
(agosto 2004)


La Regola di Costalissoio è una storica istituzione comunitaria delle Dolomiti, custode di beni collettivi e pratiche di gestione condivisa. La sua tradizione civica, vocata all'equilibrio tra persone, boschi e pascoli, ha ispirato il Museo fin dalla nascita.
Nel rapporto tra arte e comunità, la Regola rappresenta la trama concreta che unisce la visione surrealista all'identità del luogo.
In altra pagina del sito puoi leggere...
- 2000–2003: Prime donazioni e allestimenti temporanei; si definisce l'idea di un centro surrealista nelle Dolomiti.
- 2004: Apertura degli ambienti espositivi e avvio del percorso in tre spazi (Local, Harmony, Horror).
- 2005: Omaggio al Maestro Luigi Regianini (1930–2013) e prime iniziative educative con le scuole.
- 2010-2016: Collaborazioni con associazioni locali e lancio di rassegne estive/ Mostra a Venezia
- 2020–2021: Rafforzamento della mediazione digitale e progetti partecipativi.
- 2022: Mostra a Pieve /Donazioni di opre Regianini a Cortina e in Cadore
- 2023–2025: Mostre tematiche ("Mostra nella Mostra") e crescita del pubblico; consolidamento del ruolo territoriale.
Oggi il Museo Regianini Surrealismo è un presidio culturale indipendente, radicato nella comunità.
La missione: rendere accessibile il surrealismo come linguaggio vivo, capace di raccontare le Dolomiti contemporanee.
Cosa facciamo
- Percorsi espositivi permanenti e stagionali.
- Mediazione e didattica per scuole e famiglie.
- Eventi e collaborazioni con realtà locali.
- Pubblicazioni e ricerca sulle opere del Maestro.
Visita
Nella stagione estiva il Museo è aperto al pubblico; negli altri periodi l'accesso è su prenotazione.