Cenni critici
Trarre delle quintessenze del tempo, calare in un ricordo sacrale
indefinito, trasportare in una realtà poetica le immagini,
evocare dagli abissi incommensurabili del sogno e dalle profondità
siderali della fantasia e della psiche le vicissitudini della
surrealtà, è il compito immane che si è
assunto il maestro Luigi Regianini, caposcuola del surrealismo
italiano contemporaneo. Questa vasta ed impegnata mostra, ospitata
nelle capaci sale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica
(col patrocinio), ed organizzata dal gruppo artistico "Mediolanum",
intende portare alla città ambrosiana un valido contributo
culturale ed estetico, ed al vasto pubblico degli amatori d'arte
e dei collezionisti, una "summa" pittorica altamente
qualificata per celebrare la potenza dell'ingegno e la magistrale
perizia dell'artista. La mostra diverrà itinerante nelle
zone di decentramento, a cominciare dalla 15a. zona (Centro Civico),
e sarà un valido argomento per gli alunni delle scuole
per capire la pittura del nostro tempo, ed i suoi maggiori artefici.
Nell'opera di Regianini le componenti basilari del realismo fantastico,
onirico, magico, psicologico, si fondono abilmente in una sintesi
mirabile dell'emotività ancestrale tratta dall'inconscio,
per aprire " il nostro spirito al mistero del mondo",
come suggestivamente amava sottolineare Magritte.
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...La verità che è
in noi, in ogni cosa che ci circonda, anche la più lontana.
Questa verità a volte si stacca dalla legge fisica dei
rapporti e per ciò può sembrare impossibile, a
volte solamente incomprensibile, ma possiamo in un attimo afferrarla
e rendercene padroni a mezzo delle cose che ci possono sembrare
più lontane. I quadri di Regianini esistono e sono, anche
per questo, forse principalmente per questo. Questa sua pittura
narrativo-filosofica è come una pagina che bisogna accostare
per leggere, ma imparatone l'alfabeto veloce scorre poi sotto
gli ochhi come una lirica piena di fascino...
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